Aggregazioni immobiliari: la situazione in Italia

Oggi facciamo il punto sulle reti e sulle aggregazioni immobiliari in Italia: quale la situazione?

Prendiamo spunto dall’ottimo lavoro del sempre attivo Gerardo Paterna, blogger e influencer “real estate” (https://www.gerardopaterna.com/).

La ricerca 2017 ha evidenziato una serie di tendenze tra i network italiani.

Giova intanto sottolineare l’inversione di tendenza rispetto agli anni della crisi: cresce il numero di operatori in generale (+1.75%) ed anche quello dei punti vendita in franchising (+8.52%).

Il sistema “franchising” segue quindi, in qualche modo, la ripresa delle compravendite: in un mercato in espansione cresce anche il fenomeno delle affiliazioni. Crescita più contenuta (0.95%) per le agenzie immobiliari “indipendenti”.

Il numero totale di agenzie in Italia supera le 45.000 unità.

Le regioni nelle quali ha più successo la formula “franchising” sono Campania (19% del totale regionale), Valle d’Aosta (16%), poi Piemonte, Umbria, Lazio, Calabria (13%), svincolando il sistema da qualsiasi caratterizzazione geolocalizzata.

Il franchising principe resta Tecnocasa, con quasi il 46% delle quote di mercato. Seguono Gabetti (10%), Tempocasa (6.62%), RE/MAX (6.45%), Solo Affitti (5.95%).

Prosegue il trend del posizionamento di network internazionali “verticali” in Italia, come Engel & Völkers, rete dedita all’immobiliare di lusso.

Le aggregazioni vincenti in Italia si rivelano quelle in grado di offrire coesione di metodo, visione e formazione continua. Che sono valori classici per i network. A cui aggiungiamo la forza del marketing, un marketing da svolgere però diversamente e non solo in funzione della notorietà di un marchio ma puntando sui servizi.

La frammentazione, come abbiamo visto, resta grande: servono progetti aggregativi di più largo consenso, basati sulla forza dell’innovazione.

Accanto ai franchising occorre segnalare anche il fenomeno delle aggregazioni alternative (giacchè il marketing immobiliare è cambiato: http://www.vivoqui.it/magazine/mercato-immobiliare/il-marketing-immobiliare-e-cambiato/). Sono quasi 3500 gli intermediari professionali in questi cluster, in leggero calo (2.2%) però rispetto al 2016.

Occorre fare una distinzione tra reti MLS locali e nazionali. Per quanto concerne le reti locali, che hanno influenzato in negativo questo censimento, c’è da specificare che laddove si sono create le condizioni adatte, le stesse si sono fortemente consolidate. Trattandosi di realtà che nascono modeste nelle dimensioni (fino a diventare significative come nel caso di Milano MLS), sono indispensabili una forte coesione tra i membri fondatori ed una metodologia professionale condivisa; dove mancano questi due fattori si evidenziano criticità.

Replat ha la leadership di mercato in questo cluster con il 56.2%. Segue Wikire (22.62%) e Reopla (9.66%). Intramontabile FRIMM con il 5%.

Tra le regioni d’Italia, MLS e aggregazioni alternative al top in Sicilia (14% sul totale regionale), Valle d’Aosta (13%) e Campania (12%).