Nuda proprietà: tutti i dati del mercato in Italia

Oggi parliamo di nuda proprietà con tutti i dati del mercato in Italia.

La nuda proprietà (fonte: Wikipedia, www.wikipedia.org) è un caso di proprietà privata alla quale non si accompagna un diritto reale di godimento del bene cui è relativa. Cosa vuol dire? Tipicamente si riferisce a un immobile del quale si acquisisce la proprietà ma non il diritto di usufrutto.

Sebbene il caso più noto si riferisca a immobili adibiti a uso di abitazione, può aversi nuda proprietà in realtà in tutti i tipi di beni sui quali siano possibili accensioni di gravame d’uso.

Al cessare del gravame che menoma la piena proprietà, ad esempio all’estinzione dell’usufrutto, la nuda proprietà si riunisce ipso factoai diritti complementari, ricostituendo la pienezza potestativa. È da taluni contestato il riconoscimento di nuda proprietà alle unità immobiliari la cui proprietà sia ridotta dalla correnza di un diritto di abitazione.

La disciplina giuridica della nuda proprietà si ricava avuta considerazione alla disciplina della proprietà, per differenza da quella emanata per la regolazione dell’usufrutto.

Secondo i dati 2017 dell’Agenzia delle Entrate la nuda proprietà è cresciuta in misura minore rispetto alle compravendite in piena proprietà.

L’incremento annuo è stato infatti dell’1.3%. Il picco si è avuto al Sud, con una crescita del 7%.

Chi acquista in nuda proprietà ha dai 35 ai 54 anni (nel 57% dei casi), chi vende è quasi sempre (73.8%) un over 64.

Nella quasi totalità dei casi (80%) chi vende in nuda proprietà lo fa per esigenze finanziarie e per supportare figli e familiari nell’acquisto della prima casa.

Nel 16.9% dei casi è presente anche la volontà di migliorare la propria qualità abitativa.

Tra le tipologie spiccano i trilocali (37.7%), seguiti dai bilocali (34.4%).

Chi acquista una nuda proprietà paga le tasse secondo le aliquote ordinarie: 2% per la prima casa, 9% sulla seconda casa.

La base imponibile è comunque ridotta in quanto decurtata del valore dell’usufrutto in capo a chi ha ceduto la nuda proprietà ma continua a usufruire dell’immobile.

Le spese di imposte dirette, (IMU etc), le spese condominiali e quelle di manutenzione ordinaria sono a carico dell’usufruttuario; le spese straordinarie sono a carico del nudo proprietario.

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